BUONE FESTE TARANTO!

Un altro anno solare se ne va portandosi via l’ultimo capitolo della travagliatissima storia del nostro amato Taranto. Un anno di delusioni cocenti, sconfitte umilianti e una retrocessione inopinata e indecente per come è avvenuta. Le ultime gestioni societarie non hanno gratificato le aspettative minime di una tifoseria appassionata e partecipe, che anzi (e soprattutto) per questo ha recentemente mollato come mai prima, sfiancata dall’incertezza e da un senso d’impotenza, come un pugile suonato vicinissimo al ko ma ancora testardamente in piedi, aggrappato alla speranza del gong che può significare salvezza.

Molti di noi hanno trascorso una vita intera sperando che il fato prima o poi si accorgesse di essere dannatamente in debito con questa città. Sognavamo la A fino a 25 anni fa, la B fino al 2012 e adesso che anche la C sembra un miraggio, le forze vengono meno, forse anche per una sorta di autodifesa, come quando ci si sveglia bruscamente da un amore non corrisposto, provati ma liberi finalmente da un peso. In troppi ormai ripetono la fatidica frase “nonge me fottene cchiù” un meccanismo di protezione contro la delusione che ha pervaso anche i tifosi storici e gli appassionati di lungo corso. Come biasimare questa gente e come biasimare anche le ultime generazioni che spesso non sanno nemmeno in quale categoria giochi la squadra della loro città, ma conoscono il nome del centravanti del Sassuolo o del Crotone, non fosse altro perché queste realtà incontrano le loro squadre del cuore, quelle vincenti (forse) che giocano su Sky e Premium.

Noi non ammainiamo bandiera, quel calcio non ci appartiene, nostro malgrado, ma neanche ci appassiona nel senso stretto del termine, inteso come sofferenza ed emozione, tensione e gioia liberatoria per un gol o una vittoria. È per una questione di appartenenza che ostinatamente rimaniamo aggrappati alla nostra maglia, per noi non sostituibile, non rimpiazzabile. Anche in serie D.

Qualcosa intanto è successo, il Taranto ha cambiato presidente, Giove ha dichiarato che punta al rientro prima possibile tra i professionisti.
Noi ci guardiamo bene dal chiedere null’altro che non sia serietà, organizzazione, correttezza e programmazione. Il ritorno nel calcio che conta ne sarà la conseguenza.
Avrà il nostro appoggio e il giusto credito, quello che abbiamo sempre dato a tutti coloro che hanno retto le redini della nostra squadra.

Auguriamo buone festività alla società e ai ragazzi della rosa a cui chiediamo solo impegno e di votarsi alla causa, dando quel di più che fa la differenza.
Ai tarantini auguriamo un buon Natale e un 2018 con tanta salute; ai tifosi vecchi e nuovi, delusi o mai domi, un futuro in cui ci possa essere finalmente il rilancio del calcio tarantino, per un Taranto che torni ad essere, come lo era una volta, punto di riferimento sportivo per la città e la provincia.

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