Taranto FC risalire si può

Giove sostituisce le garanzie fidejussorie e il Taranto a breve sarà ufficialmente suo. Un atto dovuto, certamente, ma non scontato visto quanto siamo abituati a vedere e a subire qui sullo Ionio. Chi decide di fare calcio a Taranto deve sapere che l’avversario più temibile e lo scetticismo generale che pervade la tifoseria. E Giove lo sa, non è un alieno piombato da chissà quale pianeta. L’universo Taranto non puo essere paragonato con le altre piazze di pari livello. Non fosse altro per il fatto che siamo gli unici a non essere ritornati in B dopo il fallimento. Anzi dopo 25 anni siamo ancora e di nuovo in D. Giove porti avanti il suo progetto, convintamente, senza frenesie e inutili polemiche, gettando le basi per un calcio moderno, creando uno staff di collaboratori che sappiano fare e gestire calcio, in tutte le sue dinamiche e sfaccettature. Fatti e non parole. Così i tifosi delusi torneranno a sostenere il Taranto, nell’unico modo possibile, facendo il biglietto la domenica.

Un girone di ritorno col calendario favorevole e una squadra cambiata in molti elementi. La rincorsa del Taranto verso posizioni di classifica migliori può fare leva su questi due fattori. Fare meglio del girone d’andata è possibile dato che delle squadre che precedono i rossoblu solo il Potenza alla penultima dovrà essere affrontato fuori casa, mentre le altre saranno tutte ospitate allo Iacovone, a partire dall’Altamura il 14 gennaio alla seconda di ritorno. Il Taranto le ha perse tutte, in trasferta, fatta eccezione per la partita di Gravina, squadra che attualmente condivide con gli uomini di Cazzarò la quinta posizione in classifica, ultima utile per accedere ai playoff.
Basterebbe capovolgere i risultati degli scontri diretti (almeno vincere quelli in casa) per emulare il cammino delle battistrada dell’andata. Non impossibile, se si considera gli avversari non irresistibili di quest’anno.

Un gruppo modificato negli uomini ma che non ha perso certamente in esperienza degli interpreti. Fuori D’Aiello, Corso e Crucitti, dentro D’Angelo, Marsili e D’Agostino. Non si è perso nulla sul piano quantitativo, su quello qualitativo parlerà il campo. Possiamo però dire che le prestazioni dei giocatori ceduti a dicembre non sono state all’altezza o comunque sono calate sempre più, condizionando l’esito del campionato. Difficile quindi che si possa rimpiangerli. Ad essi si aggiungono Pera e Aleksic, grosse delusioni nonostante il curriculum, soprattutto del primo. La voglia di rilancio di Diakite e quella d’emergere di Favetta potrebbero garantire i gol che sono mancati ad uno degli attacchi peggiori del girone per una squadra che deve trovare le motivazioni giuste, anche personali, e, senza guardare la classifica, puntare al massimo in ogni partita.

Risalire si può.

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