Ecco perché il modulo…

È l’unico possibile (e gli uomini in campo anche).

La vittoria col Pomigliano è arrivata al termine di una prestazione non entusiasmante.
Il Taranto inanella il settimo risultato utile consecutivo, sei vittorie e un pareggio, ruolino importante che però è servito solo a tenere la posizione in classifica, visto che le altre viaggiano tutte alla grande.
Tra i tifosi c’è chi ipotizza qualche novità negli uomini o nello schema.
Ci si dimentica però che la formazione che scende in campo la domenica è vincolata a fattori non aggirabili, primo su tutti gli under da schierare.

Partendo dal modulo base, il 4231, è evidente che il dover schierare i tre under (escludendo Pellegrino in porta) di cui un ’99, due ’98 e un ’97, impone diversi ragionamenti: il primo riguarda la difesa.
Il reparto arretrato rossoblu spesso è andato in affanno, ma nel complesso non peggio di altre difese tra le squadre di vertice. La difesa a quattro consente lo schieramento degli under sui lati. Molto si discute sull’adattamento del ’99 Bilotta sulla corsia destra, lui centrale di ruolo. È evidente che manchiamo di spinta sulla destra, ma la “staticità” del terzino rossoblu, poco propenso ad attaccare la fascia, consente all’intero reparto di avere quasi sempre tre difensori schierati in caso di ripartenze avversarie. Il passaggio ad una difesa a tre, già attuato quest’anno e con pessimi risultati, comporterebbe l’innesto di un altro over, formando una linea D’Angelo-Miale-Rosania, sacrificandone uno a centrocampo o in attacco, a meno che non si schieri coraggiosamente Bilotta centrale.
Chi togliere tra centrocampo e attacco?
A centrocampo il modulo attuale consente di schierare i due mediani Galdean e Marsili, con Lorefice e Ancora sui lati e D’Agostino libero tra le linee.
Considerare un modulo diverso potrebbe comportare il sacrificio di uno tra Galdean e Marsili. Improponibile a nostro avviso, le alternative, a parte Capua e Gori che hanno lo stesso passo ma oggettivamente qualcosa in meno dei suddetti, sono tutte under. Si potrebbe provare titolare Portoghese nei tre dietro la punta al posto di Lorefice. Giocatore più offensivo ma forse meno portato al rientro in fase di non possesso.
img_9681In attacco, l’unica punta Favetta è spesso troppo solo, soprattutto quando la squadra non attacca in modo compatto. Schierare Diakite in coppia con Favetta comporterebbe il sacrificio di un mediano  (mossa attuata spesso da Cazzarò quando c’è da recuperare il risultato) o uno tra Ancora (sempre positivo anche come assist-man ma praticamente nullo sottoporta) e D’Agostino (giocatore tuttofare e che vede la porta), di cui mai ci priveremmo data la sua capacità di pescare il coniglio dal cilindro.
Diakite offre soluzioni diverse visto la prestanza fisica. L’unica possibilità di vederlo in campo con Favetta a nostro avviso è il sacrificio di Ancora, in un 4312 con D’Agostino dietro le punte. Ne perderemmo però nel gioco sulle fasce (soprattutto a sinistra), oltre a spostare Marsili nella posizione di mezzala a centrocampo, non troppo congeniale per lui.
In definitiva quindi il modulo attuale e di conseguenza gli uomini schierati sono la migliore soluzione possibile, semmai bisognerebbe evitare cali di tensione, come avvenuto domenica scorsa, puntando su un gioco più veloce e una squadra meno statica e più propensa allo scambio palla a terra, evitando di portare palla e creando col movimento dei singoli una maggiore quantità di soluzioni per il portatore di palla. Spesso infatti si assiste in fase di costruzione a situazioni in cui i mediani non sanno a chi scaricare il pallone con compagni che tardano a fare movimento o, in fase di attacco, a manovre lente e macchinose nonostante giocatori tecnicamente dotati in grado, con una convinzione maggiore nelle giocate, di entrare in porta palla al piede.

Concludiamo con l’ipotesi di provare altri under in ottica prossima stagione: abbiamo tanti ’98, molti di buona qualità, che difficilmente resteranno in rossoblu se non in due-tre elementi. Va bene schierarli per una valutazione tecnico-tattica, non certo in prospettiva. Inoltre i ’99 (Bilotta, Corbier e Boccadamo) hanno lo stesso ruolo.

Senza dimenticare che il campionato non è finito e il piazzamento migliore in griglia playoff è un obiettivo da non trascurare visto che il format della C almeno per altre due stagioni resterà a 60 squadre.
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