“UN FUORISEDE ALLO STATO BRADO”: “Ancora” LE VOCI

TORNI AL CAMPO E SENTI “Ancora” LE VOCI

E’ primavera, temperature in rialzo, è da poco passata la Pasqua, ma qualcuno è ancora in ferie, ed un Fuorisede tarantino di quelli “Pacc pe ù Tarde“ non può non andare al campo se è prevista una partita casalinga del Magico. Poi il destino ha voluto che la tua prima domenica tarantina del 2018 coincida con Taranto-cavese (minuscola volontaria), bhè poche storie, nonostante la stagione incredibile, poverissima di motivazioni per noi martoriati tifosi tarantini, al campo c’è Taranto-Cavese e tu sei lì  “Ha’ sce pè forze” .

Ed allora pronti via, rigorosamente in ritardo, con le cozze che fanno ancora su è giù e le polpette in tasca (lasciarle era peccato). Appena Sali quelle scale ed intravedi il prato verde dimentichi tutto, vecchi dirigenti e presidenti, Cobelli, Pera, etc…non è successo niente, sei lì, le facce di sempre ai soliti posti, 22 giocatori, 11 dei quali in maglia rosso-blu e la tua voglia di lottare e vincere per liberare quell’ urlo e battere le mani come ogni volta.

Ti accomodi sui gradoni, inizi a sentire delle voci strane, cerchi una conferma social che puntuale arriva, dicono che il 2 alle scommesse và forte, che anche molti miei concittadini che dovrebbero tifare la mia stessa squadra se lo stanno giocando, provi a verificare la fonte della notizia ma la risposta è sempre la stessa “gira sta voce”.

A Taranto potremmo coniare il detto “Fake Voice”, ne ho sentite una marea in soli 20 anni, tutti sanno tutto, sono cugini dello zio del pro-nipote del vice magazziniere del Taranto e del “te lo dico io”! inutile commentare e definire chi mette in giro ste voci e chi contribuisce alla loro circolazione, invece di farle tacere. Il cervello pensa alle voci e dentro un sentimento di rabbia si fa strada, ancora voci, non cambieremo mai ancora, ancora, ancora, Ancora 1-0, Ancora 2-0.

Esplode un mix di rabbia e goduria, ci si abbraccia, si salta, si urla, si applaude, si sfotte l’ avversario quando nei minuti di recupero D’agostino prende in giro mezza squadra campana tenendo il pallone sulla bandierina per quasi 3 minuti consecutivi.

La partita finisce, prestazione ottima, facce sorridenti, ti viene subito in mente la tua ultima presenza allo Iacovone un anno fa circa Taranto-Paganese 0-4 e pensi che il fondo lo abbiamo già abbondantemente toccato, ora possiamo solo risalire.

Mettere in giro voci per destabilizzare l’ambiente o scrivere articoli sparando a zero su una città già martoriata di suo è facile, molto più difficile è esserci ed attivarsi per migliorare la nostra città.

“Quell’angolo di mondo più d’ogni altro m’allieta”

Taranto è Bella , SFT !

Andrea Gatto

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